La musica è finita, gli amici se ne vanno


Se seguite il canale YouTube della Darish Zone, sapete già che non ho parlato in termini lusinghieri dell'andamento di The Big Bang Theory, la popolarissima serie di Chuck Lorre & Bill Prady che ha aperto le porte del successo a un gruppo di attori, non lo scrivo tra virgolette denigratorie perché detesto l'attitudine, che sarebbero probabilmente andati incontro a un destino ben diverso. Una sliding doors in piena regola, dove la differenza l'ha fatta trovarsi - nel pilot - all'interno dell'iconico appartamento del gruppo di scienziati nerd. Non è del tutto un caso, L&P avevano già aspettative alte per la serie, dopo un prototipo radicalmente differente che si è lasciato alle spalle due attori, Iris Bahr e Amanda Walsh, che si staranno ancora mangiando le mani. Ma questa è un'altra storia si dice, e quindi per il primo episodio ufficiale, molto più colorato e pimpante, al fianco di Johnny Galaecki e Jim Parson si aggiungeva la mitica Penny di Kaley Cuoco. Per essere precisi, né la Cuoco né Galecki erano debuttanti al lancio del 2007, proprio per nulla, entrambi lavoravano già dai primi anni novanta!


Se però andate a guardare i rispettivi cv, i loro lavori sono diminuiti in maniera proporzionale al costante e inarrestabile successo della serie, fino a cadere in un sinistro buco nero. Non è una crisi artistica, sono semplicemente ricchi sfondati, imbolsiti dai generosi cache offerti per ogni rinnovo della serie, che hanno probabilmente cancellato per sempre ogni loro preoccupazione sul futuro delle loro carriere. Costretti, quello è già meno carino un po' per tutti, a interpretare in balia della noia gli stessi personaggi, e le stesse situazioni tutte uguali, per sempre. No anzi, magari fosse così, perché se BBT fosse identico alla prima stagione probabilmente mi piacerebbe ancora, magari con ossessioni e nuovi feticci tecnologici aggiornati ai tempi, invece è sempre più brutto, impersonale e inutile, ai confini del fastidio, tanto che le prime due puntate della undicesima stagione mi hanno lasciato quasi sgomentato. Senza fare troppi spoiler, gli episodi in questione ruotano sui subplot di Sheldon che si propone ad Amy, ovviamente a modo suo, le perplessità nella sfera lavorativa di Leonard e nuove disavventure famigliari tra Howard e Bernadette, che dopo l'idea della figlia invisibile puntano già a nuove vertiginose vette.


Due brutte puntate, brutte, inutili e indisponenti. E non è neanche quel brutto graziato dall'indulgenza della nostalgia e l'abitudine, perché sappiamo tutti che il meglio ce lo siamo lasciati dietro da un pezzo, ma una puntata si può sempre guardare, magari con la speranza di un qualche sporadico ritorno di fiamma. E invece no, la cronica mancanza di idee e sceneggiatura annulla, distrugge anche gli spunti potenzialmente evolutivi in un pentolone di brodaglia infinita. Noia e fastidio, e quel brodo che sorseggi la sera è sempre più insipido. Non si ride più neanche per sbaglio, perché nessuno di quei personaggi ispira più simpatia né senso di immedesimazione, come se gli ex sfigati fossero sopraffatti dai loro ricchi e annoiati interpreti. Non sono più dei personaggi in grado di parlare delle manie della loro generazione, anche quando contrapposti ai doveri della vita. E chi è sempre stato fuori posto peggiora senza segni di ripresa, come Bernadette, un personaggio incredibilmente sgradevole, un piccolo capolavoro da parte di Lorre. In questa nuova stagione continua a vantarsi dei propri traguardi professionali, ovviamente economici, per nascondere il fatto di essere sostanzialmente insulsa e storicamente incompatibile con i parametri della serie. E io devo continuare a sorbirmi quelle battute atroci pronunciate con il tipico tono strozzato della voce della Rauch, che è lì da anni per un motivo, serve per bilanciare le accuse di maschilismo mosse da sempre alla serie con un personaggio economicamente emancipato, autoritario ed energico, in grado di mettere in riga il dissoluto Howard. Ma il fatto è che Bernadette rimane una persona odiosa, nevrotica e sgradevole, che nella vita vera evitereste con la mano alzata, mentre qui dentro siamo costretti a subire il malsano effetto polarizzante della sua presenza, comunque sempre funzionale allo scopo di confrontare gli scienziati con l'immancabile reality check.


Il problema è che anche fuori dal noiosissimo ménage tra Howard e Bernadette non va affatto meglio: Leonard e Penny hanno esaurito il serbatoio mettendosi insieme, effettivamente raggiungendo l'agognato obiettivo suggerito dal titolo della serie (il vero Big Bang è conquistare la bionda), ma non avendo più nulla di sensato o interessante da dire. Lui è sempre pieno di dubbi e incertezze, lei sempre più annoiata, forse anche dai soldi reali, e sempre meno affascinante. Si va avanti così, nel tripudio del nulla cosmico di un sistema che ha perso la sua vera dolce metà, quello Sheldon che pure è diventato molto meno interessante, e anche piuttosto antipatico, nelle interazioni con la sua controparte femmina Amy. L'inizio di Big Bang Theory iniziava con i nostri due eroi disposti a donare il proprio seme per una linea ADSL. Un debutto fulminante e indimenticabile che può rappresentare uno struggente ricordo per i momenti bui. Per favore chiudete tutto e lasciatecelo. Seriamente, chiudete tutto. È finita.



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