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Visualizzazione dei post da Febbraio, 2018

Il mondo è ancora fermo

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Immagino che l'immagine vi risulti familiare, è ottenuta dalla locandina di Tutti giù per terra, pellicola di Davide Ferrario uscita nel 1997 e basata sull'omonimo romanzo di Giuseppe Culicchia. Una recensione? No, o forse sì. Mentre ci penso, se non l'avete ancora fatto guardate comunque questo bellissimo film (ce ne fossero così oggi...), per il momento voglio concentrarmi sulle sinistre implicazioni sociali, e morali, indicate da quest'opera. L'acuta analisi del protagonista dalla parte di un'identità - la sua e quella di molti altri - scissa da qualsiasi tipo di meccanica castrante, trae forza dalla sua stessa natura. Tralasciando un attimo l'efficacia del manifesto del disagio giovanile, attualissimo ancora oggi, il vantaggio di vedere il delirante flusso del sistema dall'esterno, come una cellula impazzita che si crogiola leggermente di una tale privilegio, non è privo di aspetti alienanti ma senz'altro aiuta a decodificare l'intricato si…

Uno Slik Stik nel cuore

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Mi stavo rilassando sul divano quando un lontano ricordo emerso dal passato mi ha travolto, è stato conturbante e nostalgico come quando rimembri una bella relazione passata. In questo caso però non pensavo a una persona, ma un joystick degli anni ottanta che consumavo letteralmente sul mio Commodore 64. Un rapporto peculiare, morboso, che mi ha fatto realizzare come non ci sia stata occasione analoga nella mia esistenza di instaurare un rapporto elettivo con un controller per videogiochi. Io e il mio Slik Stik eravamo una cosa sola, tanto che ai tempi neanche sapevo come si chiamasse, erano tempi dove regnavano le emozioni al netto, mentre con la vecchiaia si diventa più freddi e sensibili alle informazioni.


Io lo chiamavo semplicemente "il nano", per via della sua fattura sicuramente singolare: al contrario della concorrenza, il tozzo controller della Suncom si contraddistingueva per le dimensioni decisamente ridotte e la scarsa altezza dello stick, particolari che in un …

Ribelli in gabbia

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Un articolo innovativo e visionario che vi esorta a guardare Dr House - Medical Division, scommetto che proprio non ve lo aspettavate nella Darish Zone. Però parliamo di una serie che mi piace e che in questa pagina sentirete parlare solo bene, è già qualcosa di inedito, e che potete vedere o rivedere in piena tranquillità su Amazon Prime Video e Netflix. Trasmessa con risultati alterni tra il 2004 e il 2012, ha vissuto otto stagioni tutto sommato molto intense, con naturale nostalgia verso le prime, che storicamente e geneticamente sono sempre le meglio riuscite. Sapete cosa? Voglio far finta che esista qualcuno che ancora non sa chi è Gregory House. Un geniale medico fuori dagli schemi, un ospedale turbolento e una moltitudine di casi, uno per puntata, da risolvere in assetto variabile con drammi personali e una discreta coralità di cast. Cose già viste mille volte in tante serie ospedaliere, ma qui c'è House, forse uno dei migliori personaggi concepiti in un'opera televisi…